Risposte alle domande
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No. Non serve saper posare: il mio lavoro è mettervi nelle condizioni di vivere la giornata con naturalezza e riconoscervi davvero nelle fotografie.
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Solo quando serve davvero. Intervengo con indicazioni semplici nei pochi momenti in cui possono aiutarvi, lasciando che tutto il resto accada con naturalezza.
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No. Un abbraccio, una risata o una lacrima hanno valore proprio perché accadono una volta sola. Osservo, anticipo e fotografo senza ricostruire la giornata.
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Il tempo necessario, senza trasformare il matrimonio in una sessione fotografica. In genere non più di 15 minuti, cercando le migliori condizioni di luce disponibili o sfruttando gli spazi, interni o esterni, della location.
Non amo portarvi altrove apposta per fare fotografie, né interrompere il ritmo della giornata per costruire qualcosa che non vi appartiene. Preferisco trovare pochi minuti di luce e tranquillità lì dove siete, lasciandovi poi tornare subito dai vostri invitati.
Perché il racconto siete voi, non il posto in cui decidiamo di fare due fotografie. E funziona molto meglio quando continuate a vivere il vostro matrimonio, invece di allontanarvene.
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Sì. Dopo la call invio sempre da tre a cinque matrimoni completi, non soltanto una selezione delle fotografie migliori, così potete valutare coerenza, racconto e compatibilità.
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No. Ho base in provincia di Bologna e fotografo matrimoni in tutta Italia e all’estero, mantenendo lo stesso approccio spontaneo e senza regia.
Lavoro ovunque ci sia una bella storia d’amore da raccontare
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No, significa evitare una regia continua, lasciare spazio a ciò che accade davvero.
Se un’indicazione può aiutarvi o migliorare una situazione, intervengo con discrezione, ma amo soprattutto raccontare quei sorrisi e quegli abbracci irripetibili che durano un istante.
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Sì, il racconto accompagna l’intera giornata, dalle preparazioni fino ai festeggiamenti, perché sono i passaggi e le relazioni tra i momenti a restituire davvero ciò che avete vissuto.

